Salute ginecologica

La salute ginecologica rappresenta un elemento fondamentale del benessere fisico, riproduttivo e psicologico della donna. Secondo le evidenze diffuse dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità, molte condizioni ginecologiche sono comuni e spesso sottodiagnosticate, con un impatto significativo sulla qualità della vita. La prevenzione, lo screening e un corretto percorso informativo rivestono un ruolo centrale nella tutela della salute femminile.

Tra le patologie più frequenti si trovano la sindrome premestruale, la dismenorrea, le vaginiti batteriche o micotiche, le cistiti ricorrenti e le condizioni infiammatorie croniche come l’endometriosi. Altre problematiche diffuse includono fibromi uterini, polipi endometriali e alterazioni del ciclo mestruale, che richiedono una valutazione clinica per una diagnosi precoce e un trattamento adeguato.

Le linee guida nazionali raccomandano la regolare esecuzione dello screening cervicale tramite Pap test o HPV test per la prevenzione del tumore del collo dell’utero. La vaccinazione anti-HPV, promossa da ISS e OMS, rappresenta un efficace strumento di prevenzione primaria. Ulteriori controlli periodici, come la visita ginecologica annuale e l’ecografia pelvica, consentono di monitorare lo stato di salute degli organi riproduttivi e identificare precocemente eventuali anomalie.

Un altro ambito rilevante riguarda la fertilità. L’età materna avanzata, condizioni endocrine come la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) e patologie infiammatorie pelviche possono interferire con la capacità riproduttiva. L’accesso a percorsi di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) e una corretta informazione sul periodo fertile rappresentano strumenti importanti per le donne e le coppie che desiderano una gravidanza.

La contraccezione è parte integrante della salute ginecologica. Le opzioni disponibili includono metodi ormonali, dispositivi intrauterini, metodi di barriera e contraccezione d’emergenza. La scelta deve essere personalizzata, tenendo conto di età, stato di salute e necessità individuali. L’informazione corretta previene rischi e riduce l’incidenza di gravidanze indesiderate.

Durante la menopausa, la riduzione degli estrogeni può generare sintomi vasomotori, disturbi del sonno, secchezza vaginale e aumento del rischio di osteoporosi. Le linee guida ministeriali valorizzano l’importanza di uno stile di vita sano, della valutazione clinica e, quando necessario, di terapie mirate.

I Farmacisti FarmaCOmm contribuiscono a diffondere contenuti basati su fonti istituzionali, supportando le donne nella comprensione delle diverse fasi della vita riproduttiva, nella gestione dei sintomi più comuni e nell’adesione ai programmi di prevenzione raccomandati. L’obiettivo non è sostituire il medico, ma fornire informazioni affidabili che favoriscano scelte consapevoli.

Le informazioni presenti in questa sezione hanno esclusivamente scopo divulgativo e non costituiscono in alcun modo indicazioni diagnostiche o terapeutiche personalizzate. Per qualsiasi dubbio o sintomo è sempre necessario rivolgersi a un professionista sanitario qualificato.

CBD ED ENDOMETRIOSI: COME IL CBD PUÒ AIUTARE A GESTIRE I SINTOMI DELLE DONNE CHE SOFFRONO DI ENDOMETRIOSI

In Italia circa il 10-15% delle donne in età fertile soffrono di endometriosi, costrette a convivere con forti dolori cronici pelvici. Sono circa 3 milioni di donne, con diagnosi conclamata, a combattere il dolore dell’endometriosi; tale condizione interessa circa il 30-50% delle donne infertili o che hanno difficoltà a concepire. L’endometriosi è una patologia cronica invalidante caratterizzata da infiammazione cronica benigna degli organi genitali femminili e del peritoneo pelvico. Il meccanismo infiammatorio alla base dell’endometriosi e di altre patologie di natura infiammatoria, sia essa acuta o cronica, è attualmente trattato con numerose terapie farmacologiche e alternative. Nell’ultimo periodo, l’uso di  cannabidiolo o CBD, a scopo antidolorifico e antinfiammatorio naturale si sta diffondendo sempre più. 

Pregnenolone: da oggi non si può più prescrivere

Da fine Luglio non è più possibile per i medici prescrivere e per i farmacisti preparare prodotti galenici a base di PREGNENOLONE in qualsiasi formulazione. Questo principio attivo era ampiamente utilizzato nelle terapie rigenerative anti-aging, e per alleviare diversi sintomi e disturbi che sperimentano le donne durante la perimenopausa e menopausa, ma non solo.

ORMONI BIOIDENTICI

IL CONTESTO

La variazione dell’ambiente ormonale associata alla peri-menopausa,  alla menopausa o a specifiche condizioni patologiche può portare a sintomi che influenzano negativamente  la qualità di vita della donna con sintomatologia legata a:

  • disturbi dell’apparato cardiocircolatorio
  • osteoporosi
  • depressione
  • calo della libido
  • ansia e stress
  • secchezza vaginale
  • perdita di memoria
  • sudorazione eccessiva

 

 

 

IL RUOLO DEI TERPENI E L’EFFETTO ENTOURAGE

Il termine “terpeni” si riferisce ad una grande classe di composti organici presenti in natura, noti anche come isopreni, caratterizzati da una struttura è basata su ripetizione di unità isopreniche (C5H8)x, con x>2. I terpeni vengono prodotti da tante piante e tanti animali e fungono da neurotrasmettitori biosintetici.